
Crescere quando il mercato invita alla prudenza. Investire in Italia quando molti scelgono di delocalizzare. Puntare su managerialità, competenze e filiere mentre il contesto industriale diventa sempre più complesso.
È stato un confronto ricco di spunti e visione quello che ha visto protagonista Licia Mattioli, ospite del quarto e ultimo appuntamento dell’edizione 2026 del Club Oltre, il format di networking e dialogo promosso da Unione Industriale Biellese dedicato agli imprenditori del territorio.
Moderato da Daria Paoletti, giornalista parlamentare di SkyTg24 e collaboratrice di Confindustria, l’incontro ha accompagnato gli imprenditori presenti in una riflessione ampia sul futuro dell’industria italiana: dalla trasformazione delle filiere manifatturiere alla crescita dimensionale delle imprese, dalla capacità di attrarre competenze fino al valore strategico della collaborazione tra aziende.
Le parole del Presidente Paolo Barberis Canonico
Paolo Barberis Canonico, Presidente di Unione Industriale Biellese, nonché ideatore e promotore del Club Oltre, commenta così la serata: “Licia Mattioli, attraverso la sua esperienza imprenditoriale, ci ha trasmesso alcuni messaggi particolarmente importanti. Innanzitutto che è possibile applicare metodi industriali anche a produzioni fortemente artigianali, preservando qualità, identità e valore del saper fare italiano. Inoltre, in un contesto economico globale sempre più complesso, la crescita dimensionale delle imprese, attraverso aggregazioni, acquisizioni e collaborazioni, rappresenta oggi una leva fondamentale per consolidare e proteggere le filiere produttive italiane. Allo stesso tempo, la managerializzazione è ormai imprescindibile per costruire imprese solide, competitive e capaci di affrontare le sfide dei mercati internazionali.”
Mattioli Spa
I temi emersi nella serata
Una crescita costruita sul cambiamento
Licia Mattioli ha ripercorso le tappe di un percorso imprenditoriale costruito sulla capacità di anticipare il cambiamento. Dall’introduzione della Lean Production nel settore orafo, in anni in cui il comparto era ancora fortemente artigianale, fino alla scelta di investire e produrre in Italia, Mattioli ha raccontato una crescita fondata su organizzazione industriale, innovazione e visione strategica.
Una crescita che ha portato l’azienda a evolvere da laboratorio artigianale a realtà industriale internazionale, mantenendo al centro il valore del saper fare manifatturiero italiano.
Managerialità, filiere e nuove dimensioni industriali
Tra i temi centrali della serata è emersa la necessità, per le imprese, di affrontare mercati e normative sempre più complessi attraverso organizzazioni strutturate, competenze manageriali e filiere solide.
Licia Mattioli ha spiegato come la crescita dimensionale sia stata una scelta precisa e controcorrente, realizzata attraverso investimenti in fabbriche, competenze e processi. Un percorso accompagnato anche dall’acquisizione di piccole realtà produttive, con l’obiettivo di preservarne know how e specializzazioni.
Nel confronto è emerso inoltre il valore delle sinergie tra imprese, anche appartenenti a filiere differenti, come leva per rafforzare competitività, innovazione e capacità di affrontare le trasformazioni del mercato.
Persone e attrattività: la sfida decisiva
Grande attenzione è stata dedicata al tema delle persone e delle competenze. Mattioli ha sottolineato come oggi la capacità di attrarre e trattenere talenti rappresenti una delle principali sfide per il sistema industriale italiano.
Da qui l’importanza della collaborazione con ITS e Academy regionali, ma anche della costruzione di ambienti di lavoro capaci di coinvolgere le nuove generazioni, valorizzando crescita professionale, identità aziendale e qualità del contesto lavorativo.
Nel corso della serata è stato inoltre raccontato il progetto della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, esperienza che testimonia il ruolo delle imprese anche nella tutela e nella valorizzazione del territorio.
Visione imprenditoriale e resilienza
Nel corso della serata è emerso con chiarezza lo stile imprenditoriale di Licia Mattioli. Molti la definiscono "un’imprenditrice seriale”, per la capacità di avviare e sviluppare numerosi stabilimenti produttivi con efficienza e competenza. Uno stile di leadership che mantiene una forte attenzione al governo strategico dell’impresa, un approccio orientato all’innovazione, alla valorizzazione delle persone, al legame con il territorio e alla collaborazione tra aziende, riconosciuta come leva di sviluppo e competitività. Alla base di questa visione, la resilienza, indicata dalla stessa Mattioli come uno dei principali fattori distintivi dell’imprenditore italiano.
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