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Rappresentanza - News - 08/07/2021

Le priorità e le iniziative della Sezione Filature raccontate dal presidente Marco Bortolini

Fra gli obiettivi c'è lo sviluppo di sinergie all'interno dell'associazione e fra più territori. Grande attenzione a filiera e sostenibilità

Marco Bortolini in una foto d'archivio

 

Continua il ciclo di interviste "L'imprenditore in prima linea" in cui imprenditori e manager impegnati a vario titolo sul e per il territorio raccontano le sfide che hanno affrontato nel loro specifico ambito, i risultati raggiunti, la loro visione sulle prospettive di sviluppo nel prossimo futuro.

 

L'approfondimento di oggi è dedicato alle Filature, Sezione che raggruppa 51 aziende per circa 2140 dipendenti. Da maggio 2020, la presidenza della sezione è stata affidata a Marco Bortolini: 29 anni, è laureato in Scienze dell’Economia e Gestione aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2015 è in Di.Vé, l’azienda fondata nel 1960 dal nonno, specializzata in filati fantasia in lana e misto lana per maglieria, aguglieria e tessitura. Fa parte del consiglio direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori Uib.

 

Fin dall'inizio del suo mandato, agire in termini di filiera è stata una prorità della Sezione: è ancora così? Quali sono gli obiettivi per il futuro?

Il concetto di filiera è sempre più importante, abbiamo ancora più bisogno di tracciabilità e il made in Italy resta fondamentale. Il nostro Distretto, che conserva ancora l'intera filiera tessile, può giocare un ruolo di primo piano. Il rischio è che le conseguenze della pandemia possano indebolirla: oggi è tanto più strategica per il mercato, quanto riesce ad essere integra e collaborativa.

Possiamo però fare sistema, un grande vantaggio nei momenti di difficoltà. Per questa ragione il lavoro di squadra all'interno della Sezione e, in modo trasversale, con tutti gli anelli della catena di creazione del valore, resta una priorità centrale per le nostre imprese e si conferma un obiettivo su cui continuiamo a lavorare attraverso un approccio orientato alla condivisione e al dialogo.  All'interno della Sezione, in particolare, ci concentriamo su un'attività costante di ascolto per individuare e affrontare insieme le problematiche comuni, elaborando soluzioni condivise per raggiungere obiettivi considerati strategici.

Fra le nostre priorità, inoltre, stiamo sviluppando sinergie con altre associazioni territoriali di Confindustria per massimizzare il valore della filiera che si estende a livello locale e nazionale.

 

Quanto è importante la sostenibilità per il comparto delle Filature?

In termini generali, essere sostenibili è ormai una conditio sine qua non per le imprese. Ridurre gli sprechi, realizzare prodotti di alta qualità che siano belli e durevoli nel tempo, agire con responsabilità sociale nei confronti delle persone e del territorio in cui viviamo, sono tutti elementi che definiscono la sostenibilità, oggi, ma anche il nostro modo di fare impresa da sempre. Il punto è riuscire ad essere consapevoli di quanto la propria impresa possa definirsi sostenibile e comunicarlo all'esterno in modo adeguato. 

In sinergia con le altre Sezioni merceologiche del settore tessile dell'Unione Industriale Biellese e in collaborazione con altre associazioni territoriali, stiamo cercando di supportare le imprese nell'iter di ottenimento di certificazioni specifiche, mettendo a fattor comune eventuali problematiche e le possibili soluzioni, interfacciandoci con ICEA, l'Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale e avviando un dialogo su temi specifici legati all'economia circolare per il settore tessile con ZDHC che, con il programma "Roadmap to zero" accompagna le aziende verso un approccio orientato alla sostenibilità di prodotto e di processo.

 

Dopo Pitti Filati, qual è l'andamento e quali sono le prospettive del settore?

Intanto il fatto che, gradualmente, stiano riprendendo gli eventi e le fiere di settore in presenza è un segnale della ripresa verso la normalità. Certamente si tratta di una ripartenza che, almeno per il momento, non è ancora netta ed evidente su tutti i settori. Il tessile in generale è stato fra i settori più colpiti dalla pandemia: se a valle della filiera la riapertura dei negozi e l'incremento dell'e-commerce sta portando timide prospettive di ripresa, a monte della filiera la situazione è più complessa. A livello locale, le prospettive riflettono l'andamento nazionale.

L'indice di produzione ISTAT per la filatura italiana ha registrato un leggero aumento nei primi tre mesi del 2021 (+0,6%). Con riferimento alle performance sui mercati esteri, Confindustria Moda indica che per il terzo anno consecutivo la filatura evidenzia una flessione dell’export; se i primi 3 mesi del 2019 e del 2020 si erano chiusi rispettivamente con una dinamica del -2,5% e del -8,7%, il gennaio-marzo 2021 vede cedere il -7,1%, per un totale di 185,9 milioni di euro. Sono stati in particolare i filati di cotone (+5,2%) e per aguglieria (+27,1%) a consentire alla filatura di contenere le perdite trimestrali a livello di vendite estere. Parallelamente l’import, che nel 2020 aveva chiuso il primo trimestre a -0,5%, sperimenta una flessione ancora intensa, pari al -16,2%, passando a quota 166,3 milioni. Il saldo commerciale del periodo risulta positivo per 19,5 milioni di euro, confermando il trend avviato lo scorso anno. In deficit dal 2016 al 2019, infatti, il saldo commerciale della filatura italiana nel 2020 è tornato in area positiva per circa 60 milioni.

 

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