Do NOT follow this link or you will be banned from the site!
CHI SIAMO
IMPRESE
SERVIZI
NOVITĀ
CONTATTI
HOME > News > Presentato il Piano industriale di Confindustria Piemonte. Vietti: `Fondamentale una strategia che metta al centro l`industria`

Rappresentanza - News - 25/02/2021

Presentato il Piano industriale di Confindustria Piemonte. Vietti: "Fondamentale una strategia che metta al centro l'industria"

Sostenibilitā e innovazione fra le prioritā delle imprese biellesi


Tornare a crescere del 3% l’anno, aumentando il Pil regionale di 42 miliardi. Sono questi gli obiettivi che fissa il Piano industriale del Piemonte realizzato da Confindustria Piemonte e presentato lunedì 22 febbraio al Presidente della Regione Alberto Cirio, proseguendo il percorso di confronto e condivisione iniziato a settembre 2020.

 

Le parole del presidente Uib, Giovanni Vietti

«Poter contare su una politica industriale strutturale e articolata a livello europeo, nazionale e regionale è fondamentale perché le imprese possano recuperare terreno dopo il rallentamento generato dalla crisi pandemica interazionale". Con queste parole il presidente dell'Unione Industriale Biellese, Giovanni Vietti, ha commentato la presentazione del Piano nell'articolo pubblicato sulla Stampa locale.

"E’ dunque importante per il Biellese potersi confrontare con i vertici della Regione - continua il presidente -. Da parte nostra, continueremo a rimarcare le istanze delle imprese, sottolineando come una politica che metta al centro la reindustrializzazione, e gli interventi per supportarla, sia una fondamentale leva per generare un benessere diffuso. In particolare, i temi che abbiamo già evidenziato ai rappresentanti regionali e su cui riteniamo prioritario investire sono: la sostenibilità e innovazione tecnologica, la crescita dimensionale delle imprese, lo sviluppo delle competenze, la valorizzazione del patrimonio turistico, la riduzione del gap infrastrutturale. Le risorse ci sono, ora dobbiamo riuscire a farne buon uso».
Leggi l'articolo

 

Il Piano: settori, priorità, risorse

Si tratta di un “open plan” da integrare e aggiornare periodicamente, che vuole essere anche uno strumento di lavoro per concordare, in primis, con l’Unione Europea i filoni prioritari di sviluppo e finanziamento. A cominciare dal Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e dal piano Next Generation EU, che potrebbero portare in Piemonte fino a 16 miliardi.

 

In questa prima stesura, il Piano individua quattro settori verticali:

  • automotive, che occupa 60 mila persone e fattura 20 miliardi escludendo le case costruttrici, e che deve puntare sulla mobilità sostenibile;
  • l’agrifood dove operano 100 mila persone, che deve legarsi anche al turismo e al Bio;
  • l’aerospaziale che impiega 14.800 persone e fattura 4 miliardi, che deve incalzare il progresso tecnologico con nuovi materiali e robotica;
  • il tessile, con ampi margini di espansione nel bio tessile e smart-textile.

A questi si aggiungono due ambiti orizzontali di applicazione tecnologica: le tecnologie 4.0 per sviluppare un’industria sempre più sostenibile, e l’intelligenza artificiale, un mercato che cresce del 30% l’anno. Tra le nuove opportunità il piano individua la bioedilizia, dove il Piemonte ha possibilità di creare una nuova filiera.


Gli strumenti operativi individuati da Confindustria Piemonte per realizzare queste indicazioni sono una progettazione integrata delle partecipazioni pubblico-private all’interno di una revisione della missione di Finpiemonte. Suggerito un maggiore ricorso all’appalto pre-commerciale, il partenariato per l’innovazione e l’appalto di soluzioni innovative. Nel comparto delle infrastrutture il piano ne censisce un gruppo di subito cantierabili per un valore di 7,43 miliardi, infine sul fronte della formazione si auspica una riduzione della dispersione scolastica e un’implementazione della formazione tecnica superiore.


Tutte direttrici che si intrecciano con le richieste fatte dalla Regione al Governo per i fondi Next Generation EU: circa 8 miliardi per la rivoluzione verde e la transizione economica, 1,7 miliardi per la salute, 1,34 miliardi per istruzione, formazione, ricerca e cultura, 1,22 miliardi per le infrastrutture per la mobilità, 736 milioni per la digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, 24 milioni per l’equità sociale e territoriale.

 

Siti partner: