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Sviluppo della cultura d'impresa - News - 23/09/2026

“Voglio una Borsa Rosa”: la leadership femminile nelle imprese familiari crea valore, innovazione e futuro

I temi dell'incontro con Stefania Ploner, Giovanna Maggia, Lara Ponti e Barbara Varese. Le parole di Stefano Sanna

 

Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono le donne alla guida delle imprese familiari? Quali fattori favoriscono il loro percorso verso ruoli di leadership e quale impatto producono sulle performance aziendali? Sono questi alcuni dei temi al centro di “Voglio una Borsa Rosa per Contemporanea”, incontro dedicato al progetto di educazione finanziaria di Banca Sella rivolto all’empowerment femminile: un momento di confronto dedicato alla leadership femminile e al suo contributo allo sviluppo delle imprese e dei territori, condotto dalla giornalista Giulia Piscina.

 

I dati

L'incontro è iniziato a partire dalla ricerca “La leadership femminile nelle imprese familiari italiane”, condotta dal Family Business Lab (FABULA) dell’Università Cattaneo - LIUC, guidato da Salvatore Sciascia e Valentina Lazzarotti, in collaborazione con Banca Sella e con il patrocinio di AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari). Lo studio ha unito un approccio esplorativo di tipo qualitativo, basato su un’analisi comparata di casi aziendali selezionati appositamente per indagare il fenomeno, e un approccio quantitativo, basato sulla somministrazione di un questionario alle leader delle imprese familiari italiane. 

I dati presentati nel corso dell’appuntamento dal prof. Sciascia  hanno offerto uno spunto di riflessione significativo: oggi le imprese familiari guidate da donne rappresentano il 23% del totale. Una presenza ancora minoritaria, ma sempre più rilevante, che evidenzia come il percorso verso una piena valorizzazione del talento femminile abbia ancora ampi margini di crescita.

 

Leadership EVA

Pur nella diversità dei percorsi personali e professionali, la ricerca ha individuato tre caratteristiche comuni alle donne leader: empatia, visione e autenticità (EVA).Tre qualità che rappresentano elementi sempre più centrali nella gestione delle organizzazioni moderne e che contribuiscono a costruire modelli di leadership inclusivi, orientati alle persone e capaci di guardare al lungo periodo.

Inoltre, i principali fattori che spingono le donne ad assumere ruoli di responsabilità non sono prevalentemente individualistici, ma legati a motivazioni di tipo “altruistico”. Tra i driver più importanti figurano infatti la volontà di garantire la continuità dell’impresa familiare, la tutela dei valori aziendali, il senso di responsabilità verso il futuro dell’organizzazione e il desiderio di generare benefici per gli altri attraverso il lavoro dell’impresa.

La ricerca ha inoltre evidenziato come la leadership EVA produca effetti positivi su diverse dimensioni delle performance aziendali. Sul piano economico-finanziario, le imprese guidate da donne dimostrano la capacità di migliorare fatturato e redditività. Sul fronte imprenditoriale, emergono risultati significativi nella revisione dei processi, nell’innovazione e nella capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato.

Particolarmente rilevante è infine il contributo ai temi ESG. Le donne leader favoriscono infatti una maggiore attenzione agli aspetti ambientali, al rafforzamento della governance attraverso principi di etica e trasparenza e, soprattutto, alla dimensione sociale. In questo ambito assumono un ruolo centrale il welfare aziendale, la formazione e la valorizzazione delle persone, elementi sempre più determinanti per la competitività delle imprese.

 

La tavola rotonda

 

Questi aspetti sono emersi anche dalle esperienze condivise dalle imprenditrici che hanno partecipato alla tavola rotonda: Giovanna Maggia, Stefania Ploner, Lara Ponti e Barbara Varese. dalle storie personali e imprenditoriali di ognuna di loro è emerso un messaggio comune: la determinazione con cui ognuna ha affrontato il proprio percorso, la consapevolezza di dover dimostrare le proprie capacità anche in modi diversi di interpretare la leadership, la fiducia in sé stesse e l'importanza di essere d'esempio all'interno e all'esterno dell'azienda.

 

Le parole di Stefano Sanna, presidente Gruppo Giovani Imprenditori Uib

Le conclusioni dell'incontro sono state affidate a Stefano Sanna, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell'Unione Industriale Biellese, che ha sottolineato come il tema della partecipazione femminile al lavoro e all’imprenditorialità rappresenti una sfida strategica per il futuro del Paese: "Se vogliamo continuare a essere un’economia avanzata, abbiamo ancora molta strada da percorrere" ha osservato Sanna, evidenziando il ritardo dell’Italia rispetto ad altri Paesi europei nella partecipazione femminile al mercato del lavoro.

Tra gli aspetti affrontati anche quello demografico, considerato uno dei grandi temi del futuro: "I risvolti delle dinamiche demografiche sulle politiche economiche e industriali sono stati spesso sottovalutati - ha agguinto Sanna -. Per questo motivo, favorire una maggiore partecipazione delle donne al lavoro e all’impresa non rappresenta soltanto una questione di equità, ma una necessità per sostenere crescita, benessere e competitività".

Infine, un forte richiamo all’imprenditorialità femminile. Per troppo tempo, ha osservato Sanna, la cultura del rischio non ha ricevuto la necessaria attenzione: "È fondamentale che le giovani donne possano considerare l’impresa come una concreta opportunità di realizzazione professionale, anche al di fuori di contesti familiari imprenditoriali. L’auspicio è quello di vedere crescere il numero di imprenditrici capaci di diventare modelli positivi per le nuove generazioni, contribuendo a costruire un tessuto economico più dinamico, inclusivo e sostenibile".

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