
La 66a edizione di Filo, Salone internazionale dei filati e delle fibre, si è chiusa con risultati superiori alle aspettative. L’elevata e continua affluenza dei visitatori ha premiato la proposta di collezioni di altissima qualità, che si sono distinte per il ricco contenuto di stile, innovazione e ricerca, realizzate dagli espositori di Filo66.
Filo66 ha condiviso ancora una volta date e spazi fieristici con Lineapelle - mostra di pelli, accessori, componenti, sintetico, tessuti e modelli per calzatura, pelletteria, abbigliamento e arredamento - in una sinergia che permette a due filiere legate al sistema moda di presentarsi nel modo migliore e più integrato ai mercati internazionali.
La collaborazione con Ice-Agenzia e con Ceipiemonte
Compito di una fiera è accompagnare le aziende nell’espansione verso i mercati esteri, spesso difficili da raggiungere per le piccole e medie imprese. Per questo, Filo prosegue nel processo di internazionalizzazione, che vede una crescita selezionata degli espositori stranieri e un costante aumento dei buyer, grazie anche alla collaborazione con Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e con Regione Piemonte.
La sinergia con Agenzia Ice, che quest’anno celebra i cento anni di attività, ha portato in fiera una delegazione di 20 buyer provenienti da Francia, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Regno Unito, Turchia e India. Mentre la collaborazione tra Filo e Regione Piemonte, sviluppata nell’ambito del Progetto Integrato di Filiera “Tessile” della Regione Piemonte, finanziato dal PR FESR 2021-2027 e realizzato attraverso Ceipiemonte, l’Agenzia dedicata all’internazionalizzazione e all’attrazione degli investimenti in Piemonte, ha portato all’organizzazione dei “Buyers’ Days”, con una significativa rappresentanza proveniente dal Regno Unito, paese di lunga tradizione tessile e mercato di particolare interesse per le imprese italiane.
Sostenibilità con C.L.A.S.S.
Sulla sostenibilità, Filo ha avviato da tempo una collaborazione con C.L.A.S.S., anche attraverso il patrocinio al progetto InsideOut by C.L.A.S.S., che vuole rendere visibile che normalmente resta invisibile: i valori, le scelte e il lavoro delle filiere che danno forma al guardaroba di nuova generazione, così da promuovere e amplificare una nuova cultura fondata su consapevolezza, responsabilità e qualità integrata.
Le parole di Paolo Monfermoso, responsabile di Filo
“Chiudiamo la 66a edizione di Filo con un buon bilancio. L’affluenza dei buyer è stata alta e di qualità, mentre il numero degli espositori si è mantenuto in linea con quello di febbraio. Alla vigilia non era un esito scontato, visto il periodo di continua crisi geopolitica e le difficoltà economiche che ne conseguono. I buoni risultati di Filo66 riflettono naturalmente la grande qualità e la capacità di innovazione delle aziende espositrici. E riflettono anche una filiera tuttora forte e compatta. Di filiera abbiamo parlato a lungo nei due giorni di Filo66, nella Cerimonia di apertura come nei “Dialoghi di confronto”. È un tema centrale perché molte sfide che il tessile ha davanti a sé si possono affrontare solo in un’ottica di filiera, prime fra tutte quelle della tracciabilità e sostenibilità. Una filiera di qualità, forte e coesa permette anche di affrontare meglio i mercati esteri: affiancare le aziende nel loro sforzo di internazionalizzazione è uno dei compiti che Filo si è dato e che porta avanti con la collaborazione di ICE-Agenzia e di Regione Piemonte. Mi fa quindi particolarmente piacere che Matteo Masini, direttore Beni di consumo dell’Agenzia, abbia voluto rimarcare la crescita di Filo negli ultimi anni".
"Tessere il futuro" al centro dell'inaugurazione
Il tema di una filiera sempre più unita, innovativa e responsabile è una delle sfide principali per il futuro del tessile-moda. E la discussione nel corso della Cerimonia di apertura ne ha evidenziato le sfaccettature, le opportunità di crescita e di innovazione, interrogandosi su quale sia il punto di equilibrio – un equilibrio sempre dinamico, come ha sottolineato Sergio Tamborini – che possa renderla più compatta, forte e competitiva.
Dopo l'introduzione di Paolo Monfermoso, responsabile di Filo, sono intervenuti il presidente della Provincia di Biella, Emanuele Ramella Pralungo, la CEO di Lineapelle, Fulvia Bacchi, il Dirigente Ufficio Beni di consumo, ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, Matteo Masini, e il Direttore Generale dell’Unione Industriale Biellese, Pier Francesco Corcione, che ha affermato: “La 66a edizione di Filo conferma il valore delle fiere B2B come strumenti concreti di sviluppo per le imprese: in un mercato che richiede sempre maggiore capacità di innovazione e collaborazione, è fondamentale creare occasioni di incontro qualificate. Filo mette al centro la filiera tessile, favorendo il dialogo tra tutti i suoi protagonisti e valorizzando competenze, sostenibilità e ricerca. E dalla forza della filiera che nasce la competitività del settore, ed è questo il patrimonio che la nostra manifestazione continua a promuovere e rafforzare: le imprese”.
L'equilibrio per una filiera forte e competitiva
La seconda parte della Cerimonia di apertura di Filo66 è stata dedicata alla discussione della tavola rotonda moderata da Laura Ricardi, responsabile Ufficio stampa Uib, a partire dalle domande: “Equilibrio della filiera: cosa significa? Come trovare un punto ottimale di bilanciamento tra diversi fattori per mantenere la filiera compatta, competitiva e forte?”.
Michele Pozzi, Direttore Commerciale Linificio e Canapificio Nazionale, ha proposto una sintesi molto chiara ed efficace del tema: “La sostenibilità non è un traguardo individuale, ma un percorso collettivo. Nel mondo del lino, il futuro appartiene alle filiere capaci di essere unite, trasparenti, innovative e responsabili. Perché quando una filiera è coesa, non produce soltanto fibre, filati, tessuti o prodotti finiti. Produce fiducia. E la fiducia è la materia prima più preziosa per costruire il tessile del futuro”.
Cesare Cigolini, Dirigente Achille Pinto, ha sostenuto: “L’equilibrio nella filiera si raggiunge sostenendo le piccole imprese artigianali – quelle che rappresentano il “core” del Made in Italy. Significa integrare le piccole imprese con il loro contenuto di innovazione e creatività nella filiera, in modo da garantire loro la capacità organizzativa e finanziaria per rispondere alle richieste dei brand in termini di sostenibilità e tracciabilità. In sintesi, significa crescere insieme, grandi e piccoli”.
Stefano Aglietta,Presidente Sezione Filature dell’Unione Industriale Biellese, si è soffermato in particolare sulle problematiche affrontate dagli anelli a monte, fondamentali: “Nella filatura, l’equilibrio di una filiera forte passa dalla capacità di preservare anche gli anelli più fragili della catena produttiva. Se negli anelli a monte si assottigliano competenze, specializzazioni e quella biodiversità imprenditoriale che rende unico il nostro sistema, si indebolisce l’intera catena produttiva. Questo richiede la disponibilità a riequilibrare il rapporto fra prezzo e valore aggiunto lungo la filiera, riconoscendo che l’impresa non genera solo profitto, ma anche lavoro, coesione e benessere per il territorio. Guardando al futuro, immagino una filiera orientata a un equilibrio di sviluppo: non una crescita infinita, ma un modello capace di bilanciare creazione di valore, uso responsabile delle risorse e redistribuzione della ricchezza sul territorio.”
Marco Bortolini, Vice Presidente dell’Unione Industriale Biellese per lo Sviluppo delle Filiere Industriali, ha sottolineato la necessità di sostenere le aziende di fronte all’aumento dei costi: “La nostra filiera tessile conserva al suo interno competenze, per anni date per scontate e scarsamente valorizzate, che oggi sono finalmente considerate strategiche per la sopravvivenza del sistema. Sostenibilità, sia in chiave ambientale che sociale, creatività, “artigianalità industriale” sono un unicum delle nostre imprese. Purtroppo l’aumento dei costi di materie prime, energia e lavoro grava soprattutto sulle aziende manifatturiere e sui trasformatori, proprio nel segmento della filiera dove il valore aggiunto è più compresso e dove si costruiscono le fondamenta del prodotto. Se questi costi continuano a erodere margini e capacità di investimento, senza un intervento concreto nel lungo periodo da parte della politica, l’equilibrio resta sbilanciato. Dalla nostra parte, stiamo lavorando affinché nuovi criteri che valorizzino sostenibilità, competenze e innovazione lungo tutta la filiera, anche nel prezzo, possano far emergere maggiormente il valore della manifattura lungo tutta la filiera. In prospettiva, mi immagino che anche il consumatore debba essere parte di questo equilibrio, riconoscendo il valore reale del prodotto acquistato anche per la sua tenuta sociale. Dobbiamo sempre ricordarci che il sistema industriale, composto per il 99% da Pmi, è la spina dorsale della nostra società”.
Patrizia Salemi, responsabile HR di Vimar 1991, ha riaffermato la centralità delle risorse umane: “La competitività della filiera tessile passa dalle persone. Il mercato del lavoro è cambiato e anche la manifattura deve evolvere: dobbiamo riuscire a custodire e trasmettere un savoir-faire straordinario, creando allo stesso tempo organizzazioni capaci di rispondere alle aspettative delle nuove generazioni. Tecnologia e intelligenza artificiale cambieranno il nostro modo di lavorare, ma saranno ancora le persone a fare la differenza.”
Sergio Tamborini, Past President Confindustria Moda, ha ribadito l’importanza della collaborazione: “La forza del tessile italiano nasce dalla filiera e dalla capacità di tenere insieme competenze, qualità, innovazione e territorio. Oggi dobbiamo ritrovare un nuovo equilibrio tra monte e valle, sostenibilità e competitività, innovazione e saper fare manifatturiero. La transizione verso un’economia circolare è un’imperdibile opportunità industriale. Nessuna impresa può affrontare da sola questa trasformazione: il futuro si costruisce rafforzando la filiera e la capacità di evolvere insieme”.
Filo, una fiera che cresce grazie a consolidate sinergie
Filo, dunque, è una fiera che cresce. Monfermoso sottolinea: "Nella 66a edizione, abbiamo apportamento qualche piccolo aggiustamento all’Area Tendenze, per valorizzare ancora di più le collezioni, proponendo i tableaux dei filati per tessitura insieme ai tableaux dei filati per maglieria: in questo modo i visitatori hanno una visione immediata della produzione delle aziende. Abbiamo anche allargato lo spazio e modificato il layout dedicato a “Made in Filo”, la collezione di tessuti interamente ideata e realizzata da Filo, che ha un successo crescente grazie alle tante idee e soluzioni tessili che propone. In conclusione, voglio ancora una volta ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita di Filo66: le aziende e i buyer, Lineapelle e in particolare il suo CEO, Fulvia Bacchi, le istituzioni che ci sostengono, prime fra tutte ICE-Agenzia e Regione Piemonte con Ceipiemonte, i relatori della Cerimonia di apertura e dei “Dialoghi di Confronto”, le aziende partner per il prezioso contributo nella realizzazione di “Made in Filo”, in particolare Tessitura Zanello e Ricamificio Vanoni. Vi do fin d’ora appuntamento a Filo67 a febbraio 2027”.
Filo ringrazia tutti gli sponsor che sostengono e collaborano con Filo nella realizzazione della fiera: Lauretana, Menabrea, Sellmat, Pasticceria Massera.
La 67a edizione di Filo è in programma il 23 e 24 febbraio 2027 a Fiera Milano - Rho.
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