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Rappresentanza - News - 30/06/2026

Energia, competitività e futuro: le sfide del Biellese nelle parole di Paolo Barberis Canonico

Oggi su Trame, la rivista economica del Biellese, l'intervista al presidente dell'Unione Industriale Biellese

 

L’energia come fattore chiave per la competitività, la necessità di ridurre il gap con l’Europa, il peso della burocrazia e il ruolo centrale delle persone. Sono questi i temi principali emersi dall’intervista a Paolo Barberis Canonico, presidente dell’Unione Industriale Biellese, oggi su Trame, la rivista economica del Biellese: temi che saranno approfonditi nell’assemblea annuale dell'Associazione, lunedì a Città Studi. 

 

Il nodo energia: da emergenza a questione strutturale

Negli ultimi anni il costo dell’energia è diventato uno dei principali fattori di incertezza per le imprese. Non si tratta più di una situazione contingente, ma di un problema strutturale che incide direttamente sulla competitività del sistema produttivo: "Il caro energia ha smesso di essere solo emergenza e si è trasformato in un fattore strutturale", sottolinea il presidente, evidenziando come i prezzi restino "volatili e superiori a quelli degli altri competitor".

A pesare sono scelte strategiche del passato e dinamiche geopolitiche che hanno reso fragile il sistema: "Non aver investito su alcune fonti e aver concentrato gli approvvigionamenti su pochi fornitori ci ha esposto a grande instabilità". Da qui la richiesta di una politica energetica più solida e di lungo periodo.

 

Competitività e investimenti sotto pressione

Il divario con gli altri Paesi europei è uno degli aspetti più critici. Il costo dell’energia incide in modo determinante sulla capacità delle imprese italiane di competere, riducendo margini e attrattività: "Le nostre imprese pagano mediamente di più rispetto ai concorrenti europei, soprattutto francesi e tedeschi", spiega il presidente. Le conseguenze sono evidenti: rallentamento degli investimenti e maggiore cautela nei piani di sviluppo. In particolare, le aziende energivore – come molte realtà del tessile biellese – stanno rinviando decisioni strategiche. "L’incertezza sui costi energetici può portare a rinviare investimenti", con effetti a catena su innovazione e crescita.

 

Le richieste a Governo ed Europa

Per affrontare il problema, il sistema industriale chiede interventi strutturali e coordinati. Tra le priorità indicate: disaccoppiare il prezzo delle rinnovabili da quello del gas, ridurre i costi legati al sistema ETS e rafforzare le fonti energetiche alternative, incluso il nucleare.

"Serve una strategia industriale energetica stabile, con interventi duraturi e non solo misure temporanee", afferma il presidente, sottolineando la necessità di una maggiore integrazione a livello europeo. La transizione ecologica resta una sfida inevitabile, ma da gestire con equilibrio: "È una grande opportunità, ma comporta costi rilevanti". Senza adeguati strumenti di supporto, il rischio è di gravare ulteriormente sulle imprese.

 

Burocrazia e complessità: i freni interni

Accanto ai fattori esterni, il presidente evidenzia anche criticità interne al sistema Italia. Tra queste, il peso della burocrazia emerge come uno degli ostacoli principali.

"Fare impresa oggi è davvero un’impresa", sintetizza, mettendo in luce la difficoltà di operare in un contesto caratterizzato da incertezza normativa e tempi lunghi. La burocrazia, che dovrebbe facilitare lo sviluppo, "è diventata un colosso di decine di migliaia di adempimenti che congelano e paralizzano tutto". Un problema che incide direttamente sulla capacità delle aziende di pianificare e investire.

 

Infrastrutture e attrattività del territorio

Tra i temi strategici per il futuro del Biellese, un ruolo centrale è occupato dalle infrastrutture. In particolare, l’elettrificazione della linea Biella-Novara viene indicata come un intervento fondamentale per superare l’isolamento logistico del territorio: "Le infrastrutture sono condizione essenziale dello sviluppo socio economico", ricorda il presidente, sottolineando che l’opera rappresenta un “driver di apertura e sviluppo”. Non si tratta solo di trasporti, ma di attrattività complessiva: migliorare i collegamenti significa rendere il territorio più accessibile per lavoratori, studenti, investitori e turisti.

 

Persone e capitale umano: la vera priorità

Se c’è un tema che attraversa tutta l’intervista, è quello delle persone. La carenza di manodopera e il calo demografico rappresentano una sfida cruciale per il sistema produttivo: "Non solo mancano le professionalità, ma mancano le persone in generale", afferma il presidente, collegando il problema all’invecchiamento della popolazione.

Per questo motivo, la priorità strategica indicata è chiara: attrarre e valorizzare capitale umano. Progetti come “Biellese: Great Place to Work” puntano proprio a rafforzare l’attrattività delle imprese e del territorio, migliorando il dialogo con le nuove generazioni.

 

Un messaggio di fiducia

Nonostante le difficoltà, il messaggio finale è improntato all’ottimismo. Gli imprenditori biellesi, secondo il presidente, hanno dimostrato nel tempo una forte capacità di resistenza: "Un imprenditore è per sua natura ottimista" afferma, invitando a guardare oltre la complessità del presente. La sfida è affrontare il cambiamento con coraggio e visione: "Bisogna avere coraggio e inseguire i propri sogni".

Un invito che riassume l'approccio pragmatico del presidente dell'Unione Industriale Biellese: realismo nell’analisi, ma fiducia nella capacità del sistema di reagire e costruire il futuro.

 

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