
Oltre 600 ospiti hanno partecipato nei giorni scorsi al Teatro Sociale di Alba all’assemblea 2026 di Confindustria Cuneo e Confindustria Piemonte dal titolo Made in Italy, Made in Piemonte. L’industria che fa la storia. Dopo quella organizzato con Confindustria Novara Vercelli e Valsesia nel 2025, Confindustria Piemonte ha scelto quindi nuovamente di affiancare una territoriale all’assemblea annuale per rafforzare il legame tra rappresentanza regionale e sistemi produttivi locali.
Per l'occasione, l'house organ di Confindustria Cuneo, la rivista Made in Cuneo, ha ospitato gli approfondimenti dedicati alle associazioni territoriali piemontesi. Il "made in Biella" è stato raccontato dal presidente dell'Unione Industriale Biellese, Paolo Barberis Canonico, e dal vice presidente Marco Bortolini.
La forza della filiera tessile
L'articolo ha ricordato che il “Made in Biella” è molto più di un segno distintivo produttivo: rappresenta un’identità forte, costruita su secoli di storia, competenze e cultura industriale. Nato nel settore tessile già dal Seicento e sviluppatosi nell’Ottocento come uno dei principali poli europei, il distretto biellese mantiene ancora oggi una leadership riconosciuta a livello internazionale.
Il cuore del sistema è la filiera tessile integrata, un elemento distintivo unico in Europa. Dalla lavorazione della materia prima fino al prodotto finito, il processo produttivo è radicato sul territorio e garantisce standard qualitativi elevati. A questo si aggiungono fattori specifici come la qualità dell’acqua e il patrimonio di competenze tramandate nel tempo, che hanno contribuito anche al riconoscimento UNESCO di Biella come città creativa.
PMI: opportunità e limite
Uno dei punti di forza del modello biellese è la diffusa imprenditorialità. La prevalenza di tante piccole imprese, però, rappresenta anche una criticità: la dimensione ridotta può limitare la capacità di investimento e lo sviluppo di strategie di lungo periodo: "È nella relazione tra grandi aziende e PMI che si costruisce il futuro: le prime portano visione, le seconde flessibilità, presidio delle nicchie e capacità di rispondere in modo variegato alle diverse sfide dei mercati" ha spiegato il vice presidente Bortolini.
L’industria resta il principale motore economico e sociale del Biellese: crea occupazione, genera valore e contribuisce alla qualità della vita. I numeri lo confermano, con circa 15.800 imprese totali, 4.200 industriali e un export superiore a 1,7 miliardi di euro, in cui il tessile rappresenta oltre la metà.
Diversificazione e nuove opportunità
Accanto alla tradizione tessile, il territorio sta evolvendo verso una maggiore diversificazione produttiva. Settori come meccanica, agroalimentare e turismo stanno acquisendo peso, contribuendo a rafforzare la competitività e ad affrontare i cambiamenti globali.
Fondamentale è l’investimento nel capitale umano. Scuole, ITS e centri di ricerca lavorano per formare nuove professionalità e attrarre giovani. Tuttavia, la sfida demografica resta centrale: senza nuove generazioni, la crescita rischia di rallentare: "Senza persone non c’è crescita né
futuro", avverte il presidente Barberis Canonico, sottolineando come attrattività, qualità del lavoro e politiche adeguate siano leve decisive per garantire continuità al sistema produttivo.
Il “Made in Biella” rappresenta un equilibrio tra tradizione e innovazione. Il futuro dipenderà dalla capacità di rafforzare la filiera, superare i limiti dimensionali e valorizzare le competenze, mantenendo viva una cultura del saper fare che continua a distinguere il territorio.
Leggi l'articolo completo nella rivista Made in Cuneo