
Il presidente dell'Unione Industriale Biellese, Paolo Barberis Canonico, è intervenuto oggi su Eco di Biella commentando i dati della Congiuntura Flash di Aprile del Centro Studi di Confundustria.
I dati del Csc di Confindustria
Il focus del mese evidenzia come le tensioni legate al conflitto si traducano soprattutto in un aumento dei costi per le imprese, in particolare per l’energia. Secondo le stime del Centro Studi Confindustria, nel 2026 la bolletta energetica della manifattura italiana potrebbe crescere di 7 miliardi di euro nello scenario di una rapida conclusione del conflitto, fino a 21 miliardi in caso di prolungamento per l’intero anno, con un impatto significativo sulla competitività. Le principali criticità segnalate dalle imprese riguardano, oltre all’energia, anche i costi di trasporto e delle materie prime, mentre in prospettiva aumentano le preoccupazioni legate all’approvvigionamento degli input e alla tenuta delle esportazioni, soprattutto nei mercati più esposti al conflitto.
Le parole del presidente Uib, Paolo Barberis Canonico
"Gli scenari internazionali che stiamo vivendo sono di una complessità senza precedenti e impongono a tutti noi, istituzioni e parti sociali, un livello di attenzione massimo verso il sistema produttivo. Le parole del presidente di Confindustria Emanuele Orsini fotografano con grande chiarezza una fase delicatissima: il protrarsi dei conflitti in Medio Oriente, e in particolare della crisi iraniana, rischia di trascinare l’economia italiana verso una recessione quasi certa se la situazione dovesse permanere nel corso del 2026.
Per territori manifatturieri come il Biellese, fortemente esposti sui mercati internazionali e ad alta intensità energetica, questi fattori si traducono in pressioni concrete su costi, margini e capacità di investimento. L’energia continua a rappresentare il primo costo industriale e il fatto che le imprese italiane la paghino anche due o tre volte più dei principali concorrenti europei mette seriamente a rischio la nostra competitività. È quindi fondamentale intervenire rapidamente, a partire da misure urgenti sul fronte delle bollette, dalla sospensione dell’ETS e da una politica energetica europea che smetta di essere solo regolatoria e torni a essere industriale".
Alle imprese servono certezze
"Condividiamo pienamente anche il richiamo del presidente Orsini alla necessità di dare certezze alle imprese sugli investimenti - prosegue il presidente Uib -. Il decreto sull’iper-ammortamento e regole d’ingaggio chiare sono strumenti indispensabili per sbloccare decisioni che oggi restano sospese. Le aziende di questo territorio vogliono investire, innovare, crescere, ma hanno bisogno di condizioni stabili e tempestive.
Infine, in un contesto geopolitico frammentato, diventa strategico diversificare i mercati, guardando con attenzione a realtà come l’India e ad altri nuovi sbocchi commerciali. Le nostre imprese continuano a dimostrare solidità, fiducia e qualità, ma non possono farcela da sole: serve un cambio di passo, in Italia e in Europa, per mettere davvero l’industria nelle condizioni di competere”.