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Rappresentanza - News - 21/04/2026

Filiere, collaborazione e visione: la forza del modello Biella

L'intervista al vice presidente Uib, Marco Bortolini, su Trame, l'approfondimento economico del Biellese

 

Biella rappresenta un unicum a livello europeo: un distretto capace di conservare intatta l’intera filiera tessile, dalla pettinatura alla confezione. Un patrimonio produttivo raro, che non è solo testimonianza storica, ma dimostrazione concreta di un sistema industriale ancora vivo, dinamico e proiettato al futuro. È questo uno dei messaggi centrali emersi dall'intervista al vicepresidente dell’Unione Industriale Biellese con delega alle filiere, Marco Bortolini, su Trame, la rivista sui temi economici del Biellese, pubblicata nei giorni scorsi.

 

La filiera biellese non è soltanto una sequenza di fasi produttive: è un vero ecosistema fatto di imprese che collaborano, innovano e progettano insieme. Un sistema complesso, chiamato oggi ad affrontare sfide decisive: sostenibilità ambientale, trasformazione dei modelli di consumo, transizione digitale, internazionalizzazione e mantenimento della competitività di un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese.

 

La fragilità delle dimensioni e la risposta della collaborazione

Tra i punti critici evidenziati dal vicepresidente Uib c’è la fragilità legata alle dimensioni delle imprese più piccole. Un limite che si riflette sulla capacità di pianificazione strategica e di investimento. La risposta, però, non è la rinuncia alla propria identità, bensì un modello di aggregazione intelligente: grandi aziende capaci di fare strategia e Pmi altamente specializzate, reattive e orientate alle nicchie di mercato.

È in questo contesto che l’azione dell’Unione Industriale Biellese assume un ruolo centrale: promuovere momenti di confronto, favorire l’accesso agli strumenti disponibili, offrire consulenza dedicata e costruire ponti tra imprese diverse per dimensione ma complementari per competenze.

 

Filiere sane, variegate e giovani

La crescita delle imprese non avviene in solitudine, ma all’interno di un sistema. Da qui l’importanza di filiere “sane, variegate e giovani”. Sane sul piano economico-finanziario, variegate per la ricchezza di competenze e specializzazioni, giovani perché senza nuove energie e passaggi generazionali nessun sistema può durare nel tempo.

In quest’ottica si inserisce il “Master in Business Design e Leadership Imprenditoriale”, promosso dall'Uib attraverso il Gruppo Giovani Imprenditori, in collaborazione con Città Studi e Università di Torino. Un percorso pensato per trasformare la visione e le competenze di chi guida le imprese, fornendo strumenti concreti per affrontare la complessità dei moderni sistemi organizzativi, innovare modelli di business e sviluppare una leadership capace di coinvolgere persone e team.

 

Qualità, tracciabilità e valore del Made in Italy

Oggi, più che mai, filiere certificate, tracciabili e ricche di competenze rappresentano il vero vantaggio competitivo del Made in Italy. La qualità non nasce per caso, ma è il risultato di un’“alchimia” che si sviluppa all’interno della filiera: innovazione continua, crescita delle piccole imprese, reputazione del prodotto finale e riconoscibilità sui mercati internazionali.

Non a caso, il rapporto tra le imprese è profondamente cambiato. Dal modello tradizionale di terzismo si è passati a relazioni di partnership strategica, fondate su fiducia, condivisione di obiettivi e alta specializzazione. La forza del Biellese non sta nei grandi numeri, ma nella capacità di presidiare le nicchie con soluzioni customizzate, flessibili e ad alto valore aggiunto.

 

Aggregazioni di successo e nuovi settori

Il territorio offre già esempi concreti di aggregazioni riuscite. Tra questi, il caso Pinter Caipo: una fusione internazionale che ha permesso di rafforzare la leadership globale attraverso sinergie tecniche e organizzative. Altri casi virtuosi riguardano le acquisizioni operate da grandi gruppi tessili biellesi, come Zegna o Piacenza, che hanno scelto di integrare piccole aziende strategiche del territorio per tutelarne competenze e continuità.

Accanto al tessile, il Biellese sta evolvendo verso un ecosistema sempre più multisettoriale. Crescono filiere come quella meccanica, il food & beverage e il turismo, contribuendo a una diversificazione che rafforza la resilienza complessiva del sistema economico locale.

 

Giovani, startup e attrattività del territorio

Formazione dei giovani imprenditori e passaggio generazionale sono leve cruciali. L’Uib, attraverso iniziative consolidate di dialogo tra scuola e impresa, lavora per costruire competenze e orientare le nuove generazioni. Parallelamente, sostiene la nascita di nuove imprese grazie a call dedicate alle startup, percorsi di accelerazione e partnership con realtà come Reseau Entreprendre Piemonte.

Un esempio emblematico è MagnoLab, rete di imprese tessili nata a Biella e oggi composta da oltre 20 aziende, che collaborano per sviluppare soluzioni concrete di open innovation. Un modello che dimostra come la collaborazione strutturata possa generare valore e rendere il territorio più attrattivo per investimenti e talenti.

 

Una visione di lungo periodo

Secondo il vicepresidente Uib, per sostenere davvero le filiere servono politiche industriali chiare, stabili e di medio-lungo periodo. Energia, innovazione, sostenibilità, semplificazione burocratica, infrastrutture e formazione tecnica sono i pilastri su cui costruire la competitività futura.

Il messaggio finale alle imprese biellesi è chiaro: la collaborazione rappresenta il nuovo paradigma. Fare massa critica, condividere competenze e visione, lavorare insieme lungo la filiera non è solo una scelta strategica, ma una condizione indispensabile per competere in un mondo sempre più complesso e in rapido cambiamento.

 

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