
Il presidente dell'Unione Industriale Biellese, Paolo Barberis Canonico, è intervenuto oggi su Eco di Biella e su La Stampa con una posizione forte sulla questione energia.
«I recenti attacchi agli impianti di Ras Laffan e Mesaieed in Qatar hanno riportato l’Europa davanti a una verità che troppo spesso dimentica: la nostra vulnerabilità energetica - ha dichiarato il presidente Uib -. La sospensione dell’export di GNL ha immediatamente spinto il TTF fino a +50%, segnale di un sistema estremamente sensibile agli shock geopolitici. Per le nostre imprese l’unica certezza è che dovremo affrontare un periodo di alta volatilità dei prezzi e le prime stime indicano un possibile rincaro dell’energia nell’ordine del 20–30% nelle prossime settimane, con impatti significativi su costi e competitività".
Servono decisioni strutturali, non scelte dettate dall’emergenza
“In una situazione così complessa e in continuo divenire, la prima considerazione è un invito a mantenere la calma per evitare decisioni affrettate. E’ anche evidente che l’imprevedibilità degli scenari internazionali e le pesanti ricadute che esse generano, dimostrano la necessità di definire quanto prima una strategia strutturata e strutturale di politica energetica" ha affermato il presidente Uib.
Le priorità su cui agire
Barberis Canonico ha aggiunto: "Condividiamo la posizione di Confindustria, che indica con chiarezza le priorità: disaccoppiare il prezzo delle rinnovabili dal gas, aumentare il peso delle fonti rinnovabili e del nucleare nel mix nazionale, intervenire sui costi ETS, ridurre lo spread TTF–PSV e alleggerire la componente parafiscale delle bollette. Le nostre imprese, a partire dalle energivore come quelle del settore tessile, scontano un gap di competitività rispetto ai competitor europei dato dagli alti costi dell’energia. Ora, con lo scoppio del conflitto in Iran, si sta generando una forte instabilità sui mercati energetici, con un immediato impatto sui prezzi".
Lo scenario
"Se, da un lato, l’Italia è particolarmente esposta perché circa il 33% del GNL importato nel 2025 proveniva dal Qatar, oggi coinvolto direttamente nello scenario di tensione, dall’altro, possiamo contare un livello di stoccaggi migliore rispetto al resto dell’Europa - ha sottolineato il presidente Uib -. In un contesto internazionale così critico è indispensabile accelerare le misure strutturali previste dal DL Energia 2026: separare dal prezzo dell’elettricità i costi legati al gas e alle emissioni di CO₂ (ETS), che oggi ne gonfiano il prezzo sul mercato, ed eliminare lo spread tra gli indici delle borse del gas PSV e TTF. Sono interventi necessari per difendere la competitività – e spesso la stessa sopravvivenza – delle imprese italiane."
Interventi rapidi, misure strutturali e semplificazioni autorizzative
Il presiente conclude: "Confindustria, per voce del delegato Aurelio Regina, ha già sottolineato come la volatilità dei prezzi rischi di protrarsi finché le tensioni non rientreranno. Chiediamo quindi interventi rapidi, una task force governo–imprese e misure strutturali su ETS, PPA e semplificazioni autorizzative. Con l’auspicio che questa crisi non sia un nuovo 2022, resta il fatto che è un forte campanello d’allarme che indica l’assoluta necessità di affrontare con attenzione una questione così complessa, senza perdere la calma e rischiare di prendere decisioni vitali sull’onda dell’emergenza. Per ora abbiamo diversificato i fornitori, non le fonti. Senza una politica energetica di lungo periodo, che includa investimenti sul nucleare di nuova o attuale generazione, continueremo a subire fragilità che non controlliamo. Dobbiamo invece assumere decisioni strategiche e ben ponderate per garantire sicurezza energetica e futuro alla nostra industria".