In un'ampia intervista sulla Stampa Biella, il presidente Uib, Paolo Barberis Canonico, traccia il quadro dell'industria locale alla ripresa dell'attività dopo la pausa estiva. Il presidente Uib tocca diversi temi, dagli scenari internazionali alla luce dei dazi imposti dagli USA al ruolo dell'Europa anche nei contronti della Cina; dal calo demografico all'attrattività delle imprese e del territorio; dalle infrastrutture alla capacità delle imprese di reagire: "L'instabilità degli scenari internazionali è ancora alta ed è quindi difficile avere una prospettiva chiara per elaborare una strategia efficace. Contiamo sulla capacità delle nostre imprese di governare l'incertezza, di superare i cicli congiunturali negativi sempre più ravvicinati del tessile, un’attitudine, allenata negli anni, che è la forza del territorio" ha affermato Barberis Canonico.
Dazi e scenari internazionali
"È un passaggio importante perché fa chiarezza in uno scenario dominato negli ultimi mesi all'incertezza - commenta il presidente rispetto alla definizione dei dazi da parte degli USA al 15% -. Va detto che, per non penalizzare troppo l'automotive, la negoziazione ha peggiorato la situazione di altri settori, che ora hanno dazi maggiori rispetto alla prospettiva iniziale. È comunque apprezzabile avere raggiunto un punto fermo. Le imprese, infatti, hanno bisogno di regole stabili e prevedibili per programmare meglio investimenti, produzioni e strategie commerciali. Ciò detto, non possiamo parlare di un segnale positivo in senso pieno. L'aumento delle barriere commerciali è un freno alla competitività e rischia di pesare sui settori più esposti all'export. Il fatto che l'applicazione di dazi venga usata come uno strumento "strutturale" e non, come dovrebbe essere, limitato a certi periodi e settori, rischia di danneggiare sia chi pone i dazi che chi li subisce. È vitale che l'Europa adotti una strategia più ampia guardando a Cina e Far East, per bloccare la concorrenza sleale e tutelare la manifattura interna. Come Confindustria, continuiamo a sostenere un confronto costruttivo tra Europa e Usa per ridurre i dazi e rafforzare le catene del valore transatlantiche. Le imprese italiane sanno adattarsi, ma è compito della politica creare un contesto più favorevole agli scambi".
Mancanza di personale e attrattività delle imprese e del territorio
"Da tempo evidenziamo questo problema, la carenza di personale specializzato, che è reso più grave dal calo demografico. È una questione di attrattività delle imprese e del territorio. Negli ultimi anni abbiam puntato nel breve periodo alle Academy di filiera della Regione Piemonte, per dare una risposta rapida alle richieste di figure professionali per le imprese; a lungo periodo abbiamo avviato un dialogo con gli istituti scolastici, per promuovere percorsi formativi in linea con le richieste del mondo del lavoro, smentendo con i fatti un diffuso stereotipo antindustriale".
Infrastrutture, Recycling Hub e Città Studi
Infine, il presidente Uib ha citato alcuni progetti che contribuiscono alla visione dello sviluppo locale, a partire dalle infrastrutture: "Seppur con lungaggini burocratiche e tempistiche bibliche, qualcosa si sta muovendo: ci sono stati miglioramenti dal punto di vista dei treni e, dopo 40 anni, finalmente la Pedemontana diventerà realtà".
"Con il Recycling hub - prosegue Barberis Canonico - stiamo costruendo da zero la filiera del riciclo del tessile grazie al know how del Distretto, a partire dallo studio della materia prima seconda e dalle sue possibili applicazioni, non solo nel tessile. Città Studi, intanto, continua a svilupparsi come higher training competence center grazie a percorsi unici, legati al nostro genius loci, che possono attrarre giovani talenti".