
Il Distretto di Biella è stato il protagonista del reportage pubblicato nei giorni scorsi su Specchio, inserto della Stampa, che ha messo a fuoco l'unicità del sistema manifatturiero locale che affonda le radici in una storia centenaria e registra primati importanti, secondo i dati del monitor Distretti di Intesa Sanpaolo.
Fra le voci degli imprenditori che rappresentano il tratto distintivo del tessile biellese nel mondo, il reportage racconta anche il punto di vista di Paolo Barberis Canonico, vice presidente dell'Unione Industriale Biellese: "Nessuno è mai riuscito a competere con noi sulla qualità - ha spiegato -. E questo perché abbiamo reagito concentrandoci sempre più in alto, rendendo il nostro sistema di produzione così sofisticato da essere difficilmente attaccabile".
La storia di aziende storiche del distretto si intreccia con i progetti strategici per il futuro del territorio, dal Recycling Hub a MagnoLab, fino alla formazione con Città studi e ITS TAM: "Dall'Its escono 70-90 diplomati l'anno, il tasso di occupazione è al 95%- racconta la direttrice Silvia Moglia - il rimanente 5% decide di continuare a studiare. Mancano due generazioni di tecnici in tutti gli step della filiera, noi siamo una prima risposta".
Il direttore Uib, Pier Francesco Corcione, ha evidenziato la necessità di un "patto" di filiera per rafforzare le imprese e il territorio: "Il distretto per l'80% è fatto di imprese sotto i 15 dipendenti - ha spiegato -. Da sole non sono in grado di reggere per investimenti, sostenibilità, competenza e formazione del personale. La soluzione è coinvolgere le aziende a capo della filiera perché entrino in partecipazione o le rilevino".