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News - 10/12/2020

Franco Ferraris: le mie competenze per lo sviluppo sostenibile del Biellese

Per la serie di interviste “L’imprenditore in prima linea” risponde alle nostre domande Franco Ferraris, Presidente della Fondazione CRB

 

Prosegue la serie di interviste "L'imprenditore in prima linea", in cui imprenditori e manager impegnati a vario titolo sul e per il territorio Biellese raccontano le sfide che hanno affrontato nel loro specifico ambito, i risultati raggiunti, la loro visione sulle prospettive di sviluppo nel prossimo futuro.

Il protagonista di oggi è Franco Ferraris, AD dell’azienda associata Lanificio Ermenegildo Zegna e Figli Spa, che risponde ad alcune nostre domande sul suo incarico di Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.


1.    Perché il suo impegno in Fondazione Cassa di Risparmio di Biella?

"Nella vita quando si è avuto molto, bisogna avere la consapevolezza che arriva il momento in cui è giusto restituire qualcosa alla comunità in cui si vive, per me, dopo molti anni di attività imprenditoriale, è stato naturale pensare di mettermi in gioco in modo nuovo, portando le mie competenze al servizio del no profit.
Un mondo bellissimo la cui azione è determinante per lo sviluppo dei territori e che permette di unire l’efficacia del privato con i valori del pubblico per il bene comune."

 

2.    Qual è il risultato raggiunto dalla Fondazione di cui è particolarmente orgoglioso?
"Sarebbe retorico dire che è aiutare davvero chi è meno fortunato, ma la realtà è questa: le Fondazioni sono una straordinaria leva per contrastare la povertà, l’esclusione sociale, la deprivazione educativa.
In questi anni abbiamo attivato moltissimi progetti, abbiamo creato reti raccogliendo risorse esterne, penso ad esempio alla cordata per l’avvio del progetto di elettrificazione ferroviaria, al restauro della Basilica di Oropa, ai progetti a contrasto della povertà educativa minorile e per lo sviluppo dei talenti.
Tra i progetti di cui vado più fiero c’è sicuramente la candidatura di Biella al network Città creative Unesco che ha visto una mobilitazione senza precedenti di cittadini, aziende, forze politiche, oggi questo risultato va difeso e fatto crescere, nonostante la pandemia, perché davvero può rappresentare la chiave di sviluppo del territorio."


3.    Quali obiettivi concreti ritiene raggiungibili nei prossimi 3 anni?
"Sono ancora molti i progetti da realizzare, a partire da quelli del dossier Unesco in capo al Comune di Biella che occorrerà sviluppare nell’ambito della neonata Associazione Unesco.

Sono importanti progetti legati al tema della sostenibilità che permetteranno di realizzare il cambio di passo del territorio insieme a molti importanti investimenti nel campo dell’istruzione e dell’inclusione.
Penso in particolare al Progetto “Cascina Oremo” che realizzerà un polo all’avanguardia su questi temi collegato a Città Studi e all’Accademia dello sport.
Biella è un territorio straordinario e la sua collocazione “al centro del MI-TO” ne fa un polo di attrazione naturale per le aree urbane di Milano e Torino che in questi mesi stanno ripensando profondamente le proprie dinamiche abitative a causa della pandemia.
C’è ancora molto lavoro da fare, ma il compito della Fondazione è quello di delineare una vision condivisa insieme agli attori del territorio per immaginare un futuro di sviluppo sostenibile per il Biellese."

 

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