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Rappresentanza - News - 19/11/2020

Il treno come volano di sviluppo: tre domande al past president Carlo Piacenza

I risultati raggiunti e i prossimi passi verso l'apertura del Biellese

 

Carlo Piacenza, past president con delega alle Infrastrutture, è il protagonista della nuova intervista del ciclo "L'imprenditore in prima linea", in cui imprenditori e manager impegnati a vario titolo sul e per il territorio Biellese raccontano le sfide che hanno affrontato nel loro specifico ambito, i risultati raggiunti, la loro visione sulle prospettive di sviluppo nel prossimo futuro.

 

Le infrastrutture sono state al centro del suo mandato: perché questo tema rimane una priorità?
La possibilità di essere in collegamento con l’esterno è, da sempre, uno dei fattori che nella storia ha determinato le possibilità di sviluppo delle civiltà. L’Unione Industriale Biellese fin dall’Ottocento ha avuto il ruolo primario nella progettazione e nel sostegno delle principali arterie del trasporto ferroviario e stradale. Oggi, come allora, questo elemento è essenziale: per le imprese come per le persone, per l’economia e per la società. Essere collegati dal punto di vista viario e ferroviario, ma anche dal punto di vista della connettività, è una questione vitale per il territorio. Il Biellese infatti nasconde ricchezze inestimabili e valori intangibili fatti di tradizione, bellezza e qualità della vita. Ha tutte le carte in regola per diventare un riferimento fra Torino e Milano, in una logica di area metropolitana del Nordovest: significa riuscire ad attrarre talenti da inserire nelle nostre aziende; aumentare la residenzialità con famiglie che possano rivitalizzare il tessuto sociale e dare nuovo slancio all’economia locale; rilanciare un turismo locale che può contare su un patrimonio prezioso e di nicchia.
In questo quadro, le infrastrutture rappresentano quindi una condizione necessaria e prioritaria per il rilancio del Biellese.


Un impegno così significativo sul tema infrastrutture ha portato a risultati importanti: quali?
Poter disporre di un collegamento ferroviario diretto sia per Torino che per Milano è una richiesta che attende risposta dal 2016 e che rappresenta un intervento strategico per lo sviluppo del territorio. Un’istanza che Uib sostiene insieme e per il territorio. Finalmente, dopo un’attesa durata anni, stiamo vedendo l’avvio dei lavori per l’elettrificazione della linea ferroviaria Biella-Santhià. Nelle scorse settimane ho potuto visitare il cantiere aperto alla stazione San Paolo ed è incoraggiante vedere tutti i materiali stoccati e pronti per essere posati. Sono fiducioso che, nell’arco di un anno, possa partire il primo treno sulla linea elettrificata. Ad oggi, RFI ci sta rassicurando sul fatto che i lavori sulla infrastruttura saranno terminati entro l’autunno 2021 e questo è un punto molto importante. Non va dimenticato, però, che dovranno essere pronti i vettori diretti su Torino, ma anche su Milano via Santhià.

 

Quali sono le prossime iniziative su cui Uib concentrerà l’attenzione?
Dopo la Biella-Santhià è fondamentale proseguire con la riqualificazione della Biella-Novara, un investimento che permetterebbe di migliorare l’affidabilità del collegamento verso Novara e Milano.

Un’altra questione ancora aperta riguarda la razionalizzazione dei passaggi a livello su entrambe le linee biellesi. E’ stata attivata una regia regionale per il confronto con gli enti locali, a partire dallo studio per la riduzione dei passaggi a livello realizzato nel 2019 da Provincia e Uib.

I nostri tecnici hanno inoltre evidenziato altre soluzioni per migliorare il collegamento veloce, in particolare verso Milano, che andranno valutate nel dettaglio in termini di opportunità e ricadute sul territorio. In particolare, la realizzazione di un nodo nell’area del Brianco, che già nella Prima Guerra mondiale venne identificata come area strategica del punto di vista infrastrutturale, permetterebbe di collegare la linea Biella-Santhià elettrificata con un raccordo ferroviario alla linea dell’Alta Velocità, anche a servizio dei vicini territori del Vercellese e dell’Eporediese, definendo un collegamento veloce con le principali arterie ferroviarie locali, nazionali e internazionali.

 

Sono convinto, quindi, che il treno, insieme alle infrastrutture telematiche, sia davvero la chiave per lo sviluppo e l’apertura del Biellese.

L’elemento che può trasformare in un vantaggio competitivo quello che oggi è un handicap, cioè la svalutazione crescente del patrimonio immobiliare residenziale e commerciale.

Il fattore scatenante di una concreta riscoperta dell’alta qualità della vita nel Biellese che, oggi più che mai, si è rivelata un vantaggio importante per chi, con il lockdown, sta rivalutando gli spazi in cui vivere e lavorare.
 

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